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Fotografie da creare o da "catturare" se
ne vedono
ovunque. La vita ci turbina attorno senza arrestarsi, ma noi, in quanto
fotografi, possiamo fermare i momenti che segnano il passare del tempo.
Questo vale per gli adulti tanto quanto per i bambini. L'idea che i più
giovani non abbiano le capacità per
poter essere bravi fotografi é falsa due volte. Innanzi tutto perché
é proprio in tenera età
che si apprendono più facilmente le nozioni necessarie a fare bene qualsiasi
cosa, dallo sport all'uso degli strumenti tecnologici. In secondo luogo,
l'originalità e la creatività non ancora contaminata che alberga nella mente
fantasiosa dei bambini spesso produce punti di vista, inquadrature, colori e
luci capaci di sorprenderci per
brillantezza e vivacità. Partendo da queste considerazioni, si é
svolto
corso del Pon 2007 "narrare
fotografico"
dove sedici bambini intraprendenti hanno avuto a che fare
non solo con la fotografia ma anche con
tutto ciò che riguarda la storia della loro città.
Attraverso
il linguaggio delle immagini fotografiche hanno scoperto un mondo fantastico
fatto sia di memoria storica ma anche di leggenda e mitolo gia.
Un percorso a spirale che si conclude
con una grande considerazione:
scaturita da una frase molto poetica da loro stessi composta: " ...E
del passare del tempo, fece un quadro."
significato di
ciò é che i bambini sono riusciti a
comprendere un certo contenuto semantico che é legato alla
memoria, considerando la fotografia
non solo un procedimento
documentaristico, ma una vera propria
forma di espressione, imparando a leggere e creare immagini. Lo
scatto, il click della macchina fotografica, diventa una sorta di presa di
coscienza, di aver fermato il tempo e, in questo modo, poter donare quell’istante
a coloro che amano guardare con attenzione i frammenti del passato.
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